«Il Grande Fratello televisivo è un’esibizione globale di stupidità che mutua il nome da un’espressione locale di intelligenza: quella del romanzo 1984 di George Orwell (1948), citato da molti e letto da pochi. Perché il Grande Fratello del libro è uno sguardo ossessivo, instaurato da un potere politico che controlla e angoscia, e dal quale si fa tutto il possibile per nascondersi. Il Grande Fratello del programma è invece una telecamera, installata da una televisione commerciale che esibisce e affascina, e dalla quale si fa l’impossibile per farsi riprendere.

Che cosa potrebbe essere il Grande Fratello se, invece di pescare i suoi concorrenti nel mare magnum dei minus habentes intellettuali, li reclutasse fra il gotha dell’intellighenzia, lo si è visto nel 1945, quando dieci scienziati atomici tedeschi, fra i quali tre premi Nobel, furono catturati da un commando statunitense, portati in un covo dei servizi segreti inglesi e spiati giorno e notte a loro insaputa. Le loro conversazioni, declassificate e pubblicate nel 1992, rivelano che i “cattivi” scienziati tedeschi erano eticamente più sensibili dei “buoni” scienziati alleati, e rimasero sconvolti dal fatto che i loro colleghi si fossero prestati a fabbricare le bombe atomiche usate in Giappone.»

 


da “Dizionario della stupidità” di Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi