«Alla carissima prediletta
Amica
dei miei giorni belli e dei miei giorni neri,
all’Amica che,
sebbene nei primi tempi della nostra relazione
mi abbia spesso sconcertato,
ha finito poi col diventare
la mia più ardente compagna;
all’Amica che,
per quanto spesso io la lasci in disparte,
mai (ora) per vendicarsi mi sconvolge;
all’Amica che,
trattata con voluta freddezza da tutte le mie donne di casa
e guardata con sospetto persino dal mio cane,
e però quella cui maggiormente aspiro,
e in cambio mi pare impregnarmi sempre più
della fragranza della nostra intimità;
all’Amica
che non mi rinfaccia mai i difetti,
non mi chiede mai denaro in prestito,
e non mi parla mai di sé;
alla compagna delle ore oziose,
alla consolatrice delle mie pene,
alla confidente delle mie gioie e delle mie speranze,
alla mia vecchia e gagliarda
Pipa …»

 


Jerome Klapka Jerome